Convergenza Condivisa

 

ConvergCondivid-1defChe l’unione faccia la forza è noto a tutti, ma provate a pensare quanto dovevano faticare nel secolo scorso per fare una qualsiasi azione. Bisognava cavalcare, navigare, camminare, spostarsi con ogni mezzo, ecc. Nonostante tutte le difficoltà da superare, i promotori di Rivoluzioni, Ribellioni e di ogni nuova iniziativa volta a difendere i diritti delle persone erano impavidi, non si abbattevano, mettevano a repentaglio finanche la propria vita.

Esseri umani presi dal “Parlare” comunicavano con tutti e correvano instancabilmente, viaggiando in lungo ed in largo per creare convergenze e condivisioni.

Nell’allora America gli Indiani comunicavano con segnali di fumo, nel medioevo i messaggi più segreti venivano affidati ai Piccioni Viaggiatori, pergamene con sigilli in cera affidati ad ambasciatori a cavallo. La comunicazione era e sarà sempre fondamentale, insostituibile ed indispensabile strumento per crescere, trasformare e condizionare qualsiasi processo evolutivo.Piccioni con sfondo

Convergenza è una parola magica. Non ci sarebbero stati i moti carbonari, l’Unità d’Italia (1820-1821), la Primavera dei popoli del 1848 ed il movimento sindacale organizzato: dai moti del 1898 agli scioperi del 1903.

Non molti anni fa nel 1968 contro tutte le forze di potere mondiali nacque un movimento di opposizione e di contestazione globale.

Non posso non ammirare quegli uomini e donne che fecero l’Italia, ognuno ha combattuto in ogni dove per i propri ideali, anche donando la vita. Uomini che tra mille e mille difficoltà hanno raggiunto i loro obbiettivi. Solo chi ha partecipato e contribuito può sapere cosa si prova, quel brivido che corre lungo tutto il corpo quando finalmente vedi realizzati i tuoi sogni. Ammiro tutti questi grandi uomini, ma in modo particolare quelli del passato, perché non avevano tutti i mezzi moderni. Oggi abbiamo a disposizione tanti mezzi, abbiamo tanti vantaggi, immensi, possiamo contare su internet, sui media, sui social. In confronto al passato fare una rivoluzione oggi, possiamo dire, è quasi una passeggiata.

Eppure si fa fatica. che-34554_960_720Perché mai per noi dovrebbe essere più difficile di chi ci ha preceduto? Forse perché siamo cambiati dentro? Forse perché non siamo più abituati a combattere per i nostri diritti? Forse perché siamo talmente incastrati in quel quotidiano che ci impedisce di pensare al nostro futuro?madiba

Ernesto Che Guevara de la Serna detto il Che, di frasi mitiche ne ha dette tante, ma una mi piace molto perché rispecchia il mio animo: “Chi lotta può perdere, ma chi non lotta ha già perso”. 

Oltre a lui tanti altri uomini si sono battuti per i diritti dei loro simili. Un esempio su tutti è quello di Nelson Mandela. Impossibile non conoscerlo, vera e propria testimonianza di tenacia nutrita ogni giorno per più di 27 anni di prigionia, grazie alla forte fede nei propri ideali. Questi, ancor più nobili ed apprezzabili perché riguardanti una intera categoria di persone, per le quali questo grande uomo ha combattuto caparbiamente, potendo quindi dire al mondo: “Insegnare a pensare, per sognare, per conquistare” Atomo con Sfondo Web Site 2000

Oggi ognuno di noi ha migliaia di probabilità in più dei predecessori, perché possiamo fare rete con molta più semplicità. Ingrediente indispensabile è avere lo spirito ed attivarsi come se fossimo neutroni e protoni intorno al nucleo.

La convergenza degli ideali è un arma imbattibile, più forte e contagiosa di qualsiasi virus, più devastante di qualsiasi Tsunami. Condividere sui social o anche con il passaparola equivarrebbe a lanciare segnali di fumo, per riunire intorno ad una piazza virtuale tutti gli Agenti di Commercio che hanno forti dubbi sulle sorti de propri soldi versati ad Enasarco e quindi anche del proprio futuro.

I commenti e le domande sono bene accetti.